Viva o morta?

Schianto.
Schiacciata da un cielo infame
Non c’è inizio nè fine _ozioso limbo_
Mi sbilancia l’estrema assenza di me
percorsi artefatti _ concetti affrettati
Fermo i passi su un terreno che frana
mentre un vociare in lingue sconosciute mi molesta

Ma non cerco di sfuggire all’ignobile gioco
_invischiata fino al collo_
disconosco la segreta coscienza
e persisto nella perenne domanda
continuando a inseguire l’improbabile _opportuna_ proporzione.

Imperfetta

Amami fin nelle ossa
_ai sensi estremi _amami_
Ama i miei contronsensi
e le assurdità _di più _
Amami nella leggerezza da bambina
e nella profondità della saggezza
Nei giorni in cui danzo inseguendo miraggi
e in quelli di massacrante silenzio
Amami
quando ti lascio evidenti tracce per farmi raggiungere
e quando invece mi rinchiudo dietro i muri della mia solitudine

Nella disperazione e nell’euforia
quando affiora ogni minimo frammento del mio animo
tu amami
ed io avrò bisogno di te per compiere ogni giorno la verità della mia imperfezione.

.Non mi guardare.

Assecondo il mio passo
nel procedere incerto
_ho mani spezzate dal peso che trascino_
costole stritolate dall’angoscia
desideri inconfessati_sogni già sfumati
Ho occhi sfiniti e migliaia di lacrime ingoiate
Un oceano di giorni che mi sommerge le ginocchia
e parole, parole ripetute all’infinito

Tu non guardarmi
_mi svincolo da ogni maledetto schema_
e chiedo come unico sollievo
la più intima solitudine
per ricercarmi e rigenerarmi senza mai corrompere la mia stessa pelle.

Senza tregua

Sto vivendo un’assenza itinerante
che mi consuma le ossa
_una fame d’amore mi divora_
Il desiderio si fa casa in luoghi inattesi
spandendo aromi inebrianti
che mi rendono schiava di un eccesso di vita.

Inseguo questo insano bisogno
tracciando contorni immaginari
_senza tregua_
nel nome di quella beata libertà
che alle origini, col sangue, mi battezzó.

.Eppur si muove.

Vivo
in questa urgente serenità
_incrollabile vincolo _
viaggio su un filo diretto
con sguardo acceso su ogni dettagliato contorno.

E mi appare quel pieno
fintamente immobile
_a riempire gli occhi e ravvivare il cuore_
limpido e perfetto
costantemente impegnato
nel suo moto perpetuo.

_Gli ostacoli del cuore_

E tu afferrami
negli slanci improvvisi
quelli che alterno all’inerzia assoluta che mi prende
quando ti nascondi nei tuoi silenzi mortali
Vago incautamente negli abissi del tuo animo sconosciuto
un attimo lo stringo fra le mani
un attimo mi sfugge fermamente

Certezze abbattute, infausti ostacoli
al dolce sentire
nell’illogico rincorrere i sentimenti
_ostinato senso della mia esistenza_

. Intese.

Sono pietra fondante del lento costruire
Amo
l’infallibile rivedere me nel tuo sorriso complice
nelle parole ibernate
e riprese con distanze senza tempo
negli attimi incastrati nelle lunghe ore canoniche

Con gli animi stretti stretti
a spartirci colpe e dolori
a raccontarci le gioie sottovoce
senza mai smettere di cullarci nel nostro certo ritrovarci.