I re di Napoli

Tenive ‘o mare dint’ a chill’uocchie azzurri
e dint ‘o core
tant che te sbatteva l’ onda da passione
pe tutt’e cose che sapive fà.
Tecnico eppur poeta, hai ritt niente
uomo di cuore, sempre in movimento
Ma a cosa toja cchiù bella
‘o vuó sapé, é a semplicità
che a tutti quanti t’ ha fatt arrivà
Pe ‘na filosofia, chella ‘da strada
_che sul a Napule a sapimme fa_
e tu é purtato a ogni pizz ‘e munno
rendenno orgoglio azzurro
a chistu popolo
che oggi ti onora e te proclama rre.

I nostri perché

Di frangibili istanti
e di cadute in maledetti dejavu
Odio la lotta perpetua e il testardo rimanere
Odio le mie urla mute e il mio silenzio
che é riempito dalle tue
E la tua morbosità in ogni dove

Asfissiata dal tuo fiato sul collo
boccheggio
rivoltandomi nei miei perché
Avvezza a questa paralisi
mi rinchiudo nella mia bolla
lasciandoti sconcertato
a rivoltarti nei tuoi perché.

©Live4free 16/06/2019

Viva o morta?

Schianto.
Schiacciata da un cielo infame
Non c’è inizio nè fine _ozioso limbo_
Mi sbilancia l’estrema assenza di me
percorsi artefatti _ concetti affrettati
Fermo i passi su un terreno che frana
mentre un vociare in lingue sconosciute mi molesta

Ma non cerco di sfuggire all’ignobile gioco
_invischiata fino al collo_
disconosco la segreta coscienza
e persisto nella perenne domanda
continuando a inseguire l’improbabile _opportuna_ proporzione.

Imperfetta

Amami fin nelle ossa
_ai sensi estremi _amami_
Ama i miei contronsensi
e le assurdità _di più _
Amami nella leggerezza da bambina
e nella profondità della saggezza
Nei giorni in cui danzo inseguendo miraggi
e in quelli di massacrante silenzio
Amami
quando ti lascio evidenti tracce per farmi raggiungere
e quando invece mi rinchiudo dietro i muri della mia solitudine

Nella disperazione e nell’euforia
quando affiora ogni minimo frammento del mio animo
tu amami
ed io avrò bisogno di te per compiere ogni giorno la verità della mia imperfezione.

.Non mi guardare.

Assecondo il mio passo
nel procedere incerto
_ho mani spezzate dal peso che trascino_
costole stritolate dall’angoscia
desideri inconfessati_sogni già sfumati
Ho occhi sfiniti e migliaia di lacrime ingoiate
Un oceano di giorni che mi sommerge le ginocchia
e parole, parole ripetute all’infinito

Tu non guardarmi
_mi svincolo da ogni maledetto schema_
e chiedo come unico sollievo
la più intima solitudine
per ricercarmi e rigenerarmi senza mai corrompere la mia stessa pelle.

Senza tregua

Sto vivendo un’assenza itinerante
che mi consuma le ossa
_una fame d’amore mi divora_
Il desiderio si fa casa in luoghi inattesi
spandendo aromi inebrianti
che mi rendono schiava di un eccesso di vita.

Inseguo questo insano bisogno
tracciando contorni immaginari
_senza tregua_
nel nome di quella beata libertà
che alle origini, col sangue, mi battezzó.

.Eppur si muove.

Vivo
in questa urgente serenità
_incrollabile vincolo _
viaggio su un filo diretto
con sguardo acceso su ogni dettagliato contorno.

E mi appare quel pieno
fintamente immobile
_a riempire gli occhi e ravvivare il cuore_
limpido e perfetto
costantemente impegnato
nel suo moto perpetuo.