Piccoli miracoli

Avevo schizzi di follia ad allietarmi la vita
_erano istanti d’ intima gioia_
Avevo tuffi al cuore ad accompagnarmi nei passi
_erano delicate danze dell’ animo_
Avevo sorrisi e guizzi di luce negli occhi
_erano slanci dei sensi _impeti_percezioni
Me le sento nel petto come un ricordo vago
e nello stesso istante come un vuoto immenso.
Eppure sono parte imprescindibile della mia essenza
E se vi e’  rimasto nel profondo un focolaio minuscolo
Allora voglio crederci ancora
_ad un piccolo miracolo_

Oggi sono io

Ho usato le mie ore infinite
per lasciar crescere distanze enormi.
Ho inventato ostacoli di ogni tipo
per non farmi avvicinare.
Ho amato la solitudine dei miei silenzi
perché non ci fosse spazio per nessuno.
E ho conosciuto l’oscurità del mio animo
e nel buio ho ascoltato il mio urlo
Ho appoggiato lo sguardo su di me
_mi sono accorta di me_
E oggi sono io.

E mi tremano i pensieri

Schegge di reminiscenze occultate in fondo all’anima;
flashback che riappaiono in un istante
_un attimo infinito_
Qualcosa mi attraversa il petto da parte a parte
_e mi tremano i pensieri_
C’è ancora vita dunque,
fa ancora parte di me quel sentire obliquo,
quell’oltre immenso ove il mio animo si rifugiava stanco.
Sono ancora viva dunque
_viva forever_
E finalmente mi ritrovo;
mi ritrovo in un’emozione,
nell’esplosione di una sensazione.
Ritrovo me stessa nel mio sentire,
intima fonte di sovrumana sopravvivenza!

Ritorno di luna

Là…
dove si spegne l’eco
delle nostre voci, fioche
nel tremore della morte.
Il tuo volto
di sole baciato
subito caduto
in stanca maschera
di luna.
_incredulo ancora il mio volto,
nascosto dietro l’argentea scorza_
Il mio tempo si è fermato
in un istante fatale;
fermoimmagine impresso,
poi evaporato assieme a un ultimo sospiro.
Non v’è risveglio _non c’è_
Non c’è speranza altra
a sopraggiungere lieta.
Ti guardo.
Germoglio indifeso
che  lontano esisti
e da sempre resisti.
Flebile raggio di luna,
ti guardo.
Labile forma
che il giorno dilegua
e il cuore rincorre…
Inciso a quattro mani da
Angelo Nero live4free

The cross

Annaspai tra lugubri pensieri
figli di macrabi incubi
che lasciavano poco spazio al respiro.
Abbracciai la mie croci
conservando l’unica speranza
che non ne arrivassero altre più pesanti.
Scrutai il cielo
per cercare quello in cui non ho creduto
eppure l’ho pregato_l’ho chiamato.
E tentai di scrivermi
_che qui ci sono cuori che mi abbracciano con gli occhi_
ma nemmeno trovai il rifugio mio;
_che non è un ritorno questo_ forse un addio_

Slacciati il cuore

Slacciati il cuore

che voglio guardarci bene dentro;

ho bisogno di infilarci le mani

e di sporcarmi

Offrimi uno specchio in cui riflettermi;

ho bisogno di cercare

e di trovarmi

Mostrami l’anima

ho bisogno di conoscerti

                        e di riconoscermi

Che in fondo da sola

io cammino da sempre

eppure non ho ancora imparato.

Slacciati il cuore

perché ho un bisogno immane

di slacciare anche il mio.

Fiori di loto

E’ come spargere fiori _dolci ninfee_
in una melma immonda.
Come avere le mani mozzate
che tanto non si tocca _si sa_
E’ come vedere solo con gli occhi
_ la gola è troppo stretta ormai_
e nulla scende fino al cuore
_organo solitario_
che nella sua scorza d’apatia
resiste quasi solo per inerzia.

Skyfall

Crolla il cielo
e le speranze dal cuore
                        _a pioggia_
e dagli occhi
ruba sogni ad uno ad uno
                        _novembre abietto_
Stretta incolore
a insaporire il torbido
ma non c’è odio che accenda ancora
                        _nè amore_
a bruciare l’anima logora
che solitaria e sterile
resta ancorata alla prigione cara
                        _il suo stesso spettro_

Hell

Abbasso gli occhi
mentre mi muovo lenta
fra braccia che non riconosco
I can’t remember when
Assassino la mia memoria
mille volte al giorno;
mi vuole muta
in questo mondo stretto
            I don’t know why
Assecondo sogni impari,
figli orfani della mia follia;
non ne distinguo più l’origine.
            I need something
Albergo nel buio,
anticamera dell’animo mio
Attendo _ma non svendo_
così, nuda e cruda,
che siano le fiamme dell’inferno
a liberarmi dal mio.

Finire

Sento freddo.
Un gelo che mi spacca le ossa.
Prendo le distanze da un mondo in uniforme
_io non vi appartengo_
sono sola_resto sola
Non ho sospiri da regalare;
ho un nulla
un nulla che scorre e mi inonda le vene
e ha già travolto ogni lacrima
_e tutti i santi_
ed ogni sguardo che osava lontano.
Sono sola_resto sola
e non ho sangue da prestare;
ho un pensiero _uno soltanto_
finire
finire ogni mio giorno _finendolo_